La dieta chetogenica nell’emicrania: un nuovo approccio alla terapia?

 

Libera traduzione da:LA DIETA CHETOGENICA NELL’EMICRANIA

Christine Konings & Michael Krawinkel

Institute of Nutrition Sciences, Jusus-Liebig_University GieBen, Germany

 

L’emicrania è un disturbo neurologico molto diffuso che influenza la qualità della vita, specialmente nel caso diventi cronica; in effetti la WHO annovera l’emicrania fra le patologie mediche più disabilitanti al mondo e, dato che le terapie di profilassi nell’emicrania sono molto problematiche, bisognerebbe considerare un nuovo tipo di terapia.

In questo articolo valutiamo le ipotesi sugli effetti della dieta chetogenica nell’emicrania, poichè, oltre all’epilessia, esistono molte prove  dell’efficacia della dieta chetogenica in altri disordini neurologici, ed anche gli effetti neurometabolici della dieta chetogenica possono essere molto diversi.

Infatti, in relazione ai differenti meccanismi fisiopatologici della dieta chetogenica, si potrebbe teorizzare anche la prevenzione della cefalea, e potrebbe influenzare l’ipereccitabilità tipica dell’emicrania, così come è stato postulato per l’epilessia, causando una disfunzione serotoninergica o simpatica. Inoltre ulteriore ruolo nella prevenzione lo potrebbe avere l’ effetto antinfiammatorio della dieta.

INTRODUZIONE.

L’emicrania è un disturbo primario episodico caratterizzato da varie combinazioni di cambiamenti neurologici, gastrointestinali e autonomici. (Silberstein,2004)

La sua prevalenza è circa 4-10% negli uomini e 11-25% nelle donne.(Leonardi et al,2005).

La WHO classifica l’emicrania tra le patologie mediche più disabilitanti e l’entità è più alta nei pazienti che soffrono di emicrania cronica.

I trigger emicranici discussi sono molto complessi e difficili da gestire. (kelman, 2007). I costi economici sono in aumento a causa dei trattamenti dei pazienti in abuso cronico da analgesici. (Neubauer, 2002).

Ciò significa che sono strettamente necessarie terapie profilattiche che siano efficaci: purtroppo le attuali terapie profilattiche, incluse terapie con farmaci adrenergici , antiepilettici e antidepressivi sono solo moderatamente efficaci (Goadsby et al, 2002; Buchanan & Ramadan,2006), per questo si è ipotizzata un’applicazione combinata di differenti farmaci per migliorarne l’efficacia (Dodick & Silberstein ,2007) ma dovrebbero essere considerate nuove terapie preventive, specialmente per la gestione dell’emicrania cronica refrattaria a farmaci.

LA DIETA CHETOGENICA.

La dieta chetogenica è una dieta con alti livelli di grassi , sviluppata nel 1920 per simulare gli effetti biochimici del digiuno e che si è dimostrata efficace nell’epilessia (Freeman et al,2007): il rapporto fra i grassi più la somma delle proteine con i carboidrati è 4:1 .

Oggi è una terapia stabilita a livello mondiale per l’epilessia farmacoresistente ma esistono anche diete più efficaci e meno restrittive per quanto riguarda la quantità dei grassi, come la Atkins o le diete a basso indice glicemico (Pfeifer &Thiele,2005;Kossoff et al,2003; kossoff et al,2006). Sebbene sia stata sperimentata specialmente nei bambini, l’efficacia della dieta chetogenica è stata dimostrata anche negli adulti ( Sirven et al,1999; Coppola et al, 2002; Mady et al ,2003).

Il cambiamento di base di un metabolismo chetogenico è quello di preferire  rispettivamente il grasso e i corpi chetonici, come substrato per la produzione di energia, al posto del glucosio. Sono stati discussi vari effetti neurometabolici, compresi gli effetti sul metabolismo energetico, ma anche effetti neuromodulatori, meccanismi antiossidanti o l’esistenza di un meccanismo protettivo dovuto alla restrizione dei carboidrati (Sankar et al 1999; Szot et al, 2001, Yudkoff et al, 2001, Cullingford et al 2002; Volek et al 2002; Ziegler et al 2003, Sullivan et al, 2004; Taha et al, 2005; Bough & Rho, 2007; Weiyuan et al,2007). Recentemente, aumenta l’evidenza dell’ effetto della dieta chetogenica nei disordini neurologici oltre all’epilessia, inclusi l’Alzheimer, il Parkinson o l’ Huntington ( Van der Auwera et al,2005; Jabre & Bejjani,2006; Zhao et al, 2006; Mattson et al ,2003) e quindi le azioni metaboliche possono essere diverse.

Anche l’emicrania è un disordine neurologico: i ricercatori la ritengono una disfunzione neurologica che causa una reazione dolorosa senza uno stimolo doloroso (Ebersberger 2002; Silberstein 2004; Dodick & Silberstein ,2006).

La ricerca di mediatori coinvolti nell’infiammazione, come le prostaglandine, il CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina) e l’ossido nitrico indicano una infiammazione neurogenica e vi sono quindi evidenze che l’emicrania , come l’epilessia, sia associata all’ipereccitabilità neuronale (Battelli et al, 2002; Ambrosini et al, 2003; Moskowitz et al, 2004; Lang et al, 2004; Sang et al, 2004; Welch 2005).

Un case report fornisce l’evidenza che una dieta chetogenica possa avere effetti terapeutici e suggerisce di studiare questa dieta nel trattamento dell ‘emicrania ( Strahlman 2006). In questo report, una paziente donna con emicrania cronica non ebbe più l’ emicrania avendo indotto la chetosi e dopo esser tornata alla sua dieta normale, è rimasta senza emicrania per più di sei mesi.

Prevenzione della infiammazione neurogenica.

Si può ridurre l’ infiammazione neurogenica con un aumento dell’attivazione di PPARa (recettore alfa della proliferazione perossisomale), infatti, come è stato dimostrato nella cavia, una chetosi indotta dal digiuno esita in una induzione dell’espressione dei geni dipendenti da PPRa (Leone et al, 1999; Le May et al, 2000).I PPARs sono un gruppo di fattori di trascrizione che lavorano come regolatori dei recettori degli acidi grassi (Issemann & Green, 1990; Bocos et al, 1995; Escher & Wahli, 2000) e promuovono la trascrizione di diversi geni che presentano elementi che rispondono al PPARa (Juge-Aubry et al, 1997). PPARa è fortemente attivato dagli acidi grassi polinsaturi (PUFAs) (Forman et al,1997) e, nella dieta chetogenica, è stato dimostrato un significativo aumento degli acidi grassi polinsaturi cerebrali (Taha et al, 2005).In più vi è l’evidenza che il PPARa diventa più attivo quando l’insulina è ridotta( Shalev et al, 1996; Latruffe et al, 2000), in primis è stato identificato nel fegato e nel 1998 è stato identificato anche nel cervello ( Cullingford et al, 1998).

Dato che il PPARa agisce INIBENDO il percorso proinfiammatorio (Chung et al, 2000; Delerive et al, 2002; Delerive et al, 2000; Sethi et al, 2002; Chen et al, 2007), una dieta chetogenica che induca l’attivazione del PPARa potrebbe teoricamente prevenire l’emicrania. Alcuni studi hanno dimostrato che i livelli di plasma di CGRP E OSSIDO NITRICO sono significativamente aumentati in pazienti emicranici sotto attacco, suggerendo che questi cambiamenti siano responsabili di una predisposizione verso l’emicrania. (Fusayasu et al,2007; Ashina et al, 2000; D’Amico et al 1998). Vi è l’evidenza che il PPARa inibisca la produzione di ossido nitrico dalla microglia (Xu et al, 2005). Dato che l’ossido nitrico causa la sintesi di CGRP e il rilascio dai neuroni trigeminali (Bellamy et al, 2006), l’attivazione di PPARa potrebbe prevenire anche il rilascio di CGRP.

COMPENSAZIONE DELLA DISFUNZIONE SEROTONINERGICA.

La dieta potrebbe essere collegata ad un altro meccanismo: il ruolo della disfunzione serotoninergica nell’emicrania. I farmaci per il trattamento degli attacchi acuti dell’emicrania sono recettori agonisti della serotonina ( 5-HT) localizzati sui neuroni modulatori del dolore (Bartsch et al,2004; Shields &Goadsby, 2006). Un recente studio PET suggerisce una ridotta sintesi cerebrale di serotonina in fase interictale che favorisce l’attacco (Sakai et al,2008) , ed uno studio IAEP evidenzia una ridotta neurotrasmissione serotoninergica negli emicranici in fase interictale (Ambrosini et al, 2003b; Proietti- Cecchini et al, 1997).

Esperimenti sui ratti hanno dimostrato un’ aumentata sintesi cerebrale di serotonina dopo un periodo di digiuno (Kantak et al, 1978; Fuemnayor et al,1984; Schweiger et al, 1989; Pirke et al, 1993) : questo indica che la chetosi può migliorare la trasmissione serotoninergica.

Uno studio su animali che riguardava i cambiamenti nel metabolismo aminoacidico nei ratti nutriti con grassi ha inoltre dimostrato una significativa downregolazione genetica della degradazione del triptofano, precursore della serotonina (Sheikh et al,2007).

Poiché questo effetto è stato dimostrato dopo l’applicazione di un agonista di PPARa, è possibile che sia responsabile una attivazione di PPARa indotta dai grassi.

L’effetto antiepilettico della dieta chetogenica potrebbe anche essere il risultato di una modulazione serotoninergica, così come è stato dimostrato per l’ attivazione del recettore della serotonina (Theodore, 2003).

 

INIBIZIONE DELL’ ECCITABILITA’ NEURONALE.

GLUTAMMATO E GABA: 

Nel caso dell’epilessia è stato discusso un effetto inibitorio dell’eccitazione neuronale (Yudkoff et al, 2001; Dahlin et al,2005) e ciò potrebbe risultare rilevante nell’emicrania.

Alcuni studi hanno dimostrato un acido ciclico tricarbossilico (TCA) modificato che influenza la sintesi dei neurotrasmettitori cerebrali glutammato e GABA (De Vivo et al, 1978; Yudkpff et al 1997; Margareta et al, 2006). Una ridotta neurotrasmissione eccitatoria glutammatergica e una aumentata trasmissione inibitoria gabaergica potrebbe avere un effetto antiepilettico e dato che i recettori del GABA nel tronco encefalico sono coinvolti nell’ antinocicezione, e potrebbero inibire il dolore trigeminale (Xiao et al,2005; Store et al, 2004), il dolore nei pazienti emicranici potrebbe essere prevenuto.

Vi è anche l’evidenza di una aumentata neurotrasmissione glutammatergica nell’emicrania (Sang et al,2004). Ciò è indicato da un polimorfismo genetico della NA/K-ATPasi astrocitica , la quale è associata con l’emicrania familiare emiplegica, una speciale forma di emicrania (Moskowitz et al,2004).

Poiché l’attività della NA/K-ATPasi astrocitica è essenziale per la clearence del glutammato dalle fessure sinaptiche (Magisretti & Pellerin,1999), un difetto potrebbe causare ipereccitabilità neuronale.

Corrispondentemente, anche l’epilessia è associata ad un polimorfismo del gene della NA/K-ATPasi. (Wolf et al, 2005).

NOREPINEFRINA:

Esperimenti su cavie hanno dimostrato un significativo aumento della norepinefrina cerebrale ed una associazione tra una completa sintesi di norepinefrina e l’effetto antiepilettico della dieta (Szot et al, 2001).

In modo consistente, l’attivazione di PPARa ha dimostrato ridurre l’espressione genica della fenilalanina idrossilasi epatica (Kersten et al,2001). Dato che la fenilalanina è un precursore della norepinefrina, la sua sintesi potrebbe essere aumentata.

Nell’emicrania è stato descritto un difetto del sistema nervoso simpatico, che potrebbe risultare da una ridotta trasmissione noradrenergica (Peroutka,2004). Le proiezioni centrali noradrenergiche, tramite il locus coeruleus, causano una maggiore inibizione del sistema trigeminale (Sasa et al, 1979; Matsunami et al,2000). Di conseguenza l’aumentata trasmissione noradrenergica potrebbe sopprimere la nevralgia trigeminale emicranica.

ENERGIA CEREBRALE.

In aggiunta, è stato suggerito che la dieta chetogenica porti ad un aumento delle riserve energetiche cerebrali. (Hasselbach et al; pan et al,1999; Bough et al, 2006). Un TCA modificato o una upregolazione nella biogenesi mitocondriale hanno dimostrato che nella cavia potrebbe aumentare la produzione di ATP cerebrale (Bough et al, 2006).

Ciò potrebbe inibire l’emicrania, poiché un deficit energetico sembra promuovere l’insorgenza dell’attacco.

E’ stata descritta una associazione tra emicrania e malattie mitocondriali, così come con l’ipoglicemia (Marsters et al, 1986; Jacome,2001; Sparaco et al, 2006). Sono stati anche dimostrati una energia cerebrale di basso livello ed un metabolismo del glucosio downregolato (Welch et al,1989; Barbiroli et al,1992; Sacquegna et al, 1992; Montagna et al, 1994; Gutschalk et al,2002).

Questo si potrebbe basare su un evidente polimorfismo genetico del recettore insulinico periferico (McCarthy et al, 2001) il quale è anche espresso dalle cellule gliali. Un difetto di questo recettore può influenzare l’attività neuronale, poiché gli astrociti svolgono un ruolo centrale nella distribuzione del substrato energetico dalla circolazione ai neuroni (Magisrelli &Pellerin,1999).

Di nuovo, un difetto della NA/K-ATPasi astrocitica, è di particolare importanza, a causa della deplezione energetica che influenza l’omeostasi e l’eccitazione neuronale, rispettivamente (Silver & Erecinsyca,1997).

Inoltre , un’aumentata attivazione del PPAR potrebbe essere parte dell’upregolazione energetica, dato che è stato descritto come stimolatore della trascrizione del genoma mitocondriale (Casas et al, 2000).

CONCLUSIONI.

Diversi meccanismi potrebbero spiegare gli effetti positivi della dieta chetogenica sull’emicrania.

Le recenti terapie profilattiche sono solo in parte efficaci e comportano sostanziali effetti collaterali (Goadsby et al, 2002; Dodick & Silberstein,2007).

Ciò crea un valido motivo per una ricerca sulla dieta chetogenica nell’emicrania, specialmente per il trattamento dell’ emicrania cronica intrattabile. Probabilmente la combinazione degli effetti della dieta chetogenica è un potente trattamento di profilassi.

Riguardo alla sua implementazione dovrebbe essere considerato che vi sono evidenze dell’ efficacia nell’epilessia di diete con una minor restrizione di grassi. Inoltre, in accordo con gli studi sull’epilessia così come con il menzionato case report riguardo l’emicrania e la chetosi, brevi periodi di dieta potrebbero essere sufficienti per miglioramenti duraturi.

Una forma moderata della tradizionale dieta chetogenica potrebbe significare una più semplice implementazione e così una minore difficoltà per quanto riguarda l’aderenza ad essa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riccardo

Oggi compio un mese di dieta Chetogenica. Mi ero riproposto di non scrivere niente prima di 30 giorni e oggi eccomi qua. Premetto che soffro di emicrania da quando ero piccolo e oggi a 46 anni ho provato ogni tipo di terapia medica. Dagli antiepilettici agli antidepressivi ecc… Sempre e costantemente senza alcun risultato. Premetto anche che questo post è solo una testimonianza e niente piu’. Non è un consiglio ne una pubblicità. Io sto meglio. Faccio fatica a capire perche’ ma è di tutta evidenza. Le emicranie ogni tanto sento che vorrebbero arrivare. Provano a partire e poi subito si spengono. Da sole e senza alcuno sforzo o medicinale. Tutto ciò non era mai successo in vita mia. Ogni volta che le emicranie facevano capolino, arrivavano a meta in un batter d’occhio e non passavano se non dietro pesanti bombardamenti di farmaci sintomatici. Tutte le cose che prima me lo scatenavano oggi mi lasciano tranquillamente in pace. L’unica cosa che non posso provare è un bel bicchiere di vino che contenendo carboidrati, mi è proibito. Chiudo con un pensiero. Mi lascia perplesso l’atteggiamento della comunità scientifica che mi sembra non affronti con la giusta curiosità (che dovrebbe essere lo stimolo principale per chi si occupa di ricerca) questo tipo di risultati. Sono convinto che la dieta, se correttamente indagata e studiata, potrebbe portare a conclusioni e anche a nuove terapie (farmacolgiche?) che potrebbero portare benefici alla vastissima platea di malati di questa patologia. Ringrazio Manuela Atzori per il costante supporto in questi primi 30 giorni. Ad Maiora.

Lina

E’ arrivato il momento di portare la mia testimonianza. ho aspettato sino ad ora perchè io non sono una dai facili entusuasmi e neppure amo chi segue una moda o l’altra con trascendente convinzione per poi perderla al minimo variare d’umore, quindi ho voluto essere certa di quel che dico. Ho cominciato la dieta datami dal medico il 1/12/15, ho affrontato i pranzi delle festività e le varie uscite al ristorante con amici, non ho mai avuto lo stik rosa ( col senno di poi penso di non aver seguito alla lettera le prescrizioni) MA, con l’aiuto (FONDAMENTALE) del gruppo e la pazienza infinita del doc , di Manuela e di tutti HO: perso 10kg e 2 taglie, quasi dimenticato le orribili crisi di emi, diminuito tanti farmaci, ottenuto analisi quasi perfette e SONO EUFORICA. cosa si può chiedere di più??? GRAZIE di cuore a tutti , Lina.

Francesco

Salve a tutti amici “speciali”.speciali perche chi ha un fardello come me che si porta dietro da anni si può ritenere solo una persona speciale.
Mi chiamo Francesco soffro di emicranie da quando ero ragazzino diventata o meglio diagnosticata in ch credo da una 10 d`anni,al momento sono in cura al centro cefalee del policlinico di modena dove me l’hanno diagnosticata.i primi anni con i farmaci di profilassi ho avuto un ottimo risultato nel senso che mi bloccavano il grappolo,man mano che gli anni son passati i farmaci di profilassi hanno fatto sempre meno effetto finche non mi son sentito dire quella parolaccia dal mio neurologo (francesco sei diventato cronico) all’inizio non avevo compreso la gravità della cronicita` finche all’inizio di questa estate dopo che il grappolo era cominciato a farsi sentire a novembre 2014 ho cominciato a stare talmente male (10/15 attacchi giornalieri) da non riuscire più a lavorare . nell’arco credo di 5 mesi ho avuto 3 ricoveri con terapie cortisoniche ma purtroppo non mi hanno fatto niente.ero talmente disperato che credo di essere stato sull’orlo della depressione,fiche grazie a questi SANTI GRUPPI su Facebook ed a questo blog ed anche alla fondazionecirna onlus ho preso davvero sul serio la dieta finché mi son detto tanto ormai cosa ho da perdere? E cosi ho contattato qualcuno su Facebook,non me ne voglia se non ricordo chi ma i tanti medicinali che ho preso si sono anche mangiati un po della mia memoria,che mi hanno indirizzato su manuela e sul doc che contattati non credevo neanche che mi rispondessero invece si sono rivelati persone gentilissime e disponibilissime.
Da li grazie al doc che non smettero ‘mai di ringraziare ho cominciato questa dieta e se è ancora presto perche è solo un mese di dieta posso dire che ho un attacco di ch molto leggero e che passa da solo in 5 minuti ogni 2/3 giorni,ancora non riesco a crederci mi sembra quasi un sogno di aver quasi spento la ch con una dieta e senza farmaci,per questo il mio messaggio è rivolto soprattutto a chi è nella situazione che mi son trovato io ragazzi non mollate.
Grazie ancora di cuore alle persone da me nominate.
Sicuramente pubblicherò i miei aggiornamenti,dimenticavo un ultima vosa ho perso intorno ai 5 kg in quasi un mese credo perche non so di preciso qua to peso.
Ciao a presto

Lara

Ho fatto non so quanti pensieri per vedere di trovare parole che esprimessero la mia gratitudine, poi alla fine mi salta fuori solo grazie. Ma dimmi mo come mi sento nel dire grazie quando dentro di me l’unico modo per esprimere quello che sento sarebbe portare il dottore in braccio ovunque voglia andare. Sto vivendo una vita che non conoscevo, ho interi giorni la testa senza dolore e questo non è mai successo che la mia testa fosse libera libera e senza nessunissimo dolore. Negli ultimi dieci anni fino a febbraio di questo anno, avrò avuto (forse) un mese con giorni sparsi qua e la senza grappolo, ma questa bestia mi perseguita da quando avevo dai 26 ai 30 anni, non ricordo bene quando sia arrivata, perchè a quell’età già avevo emicrania da quando ero alla materna. In casa la mia famiglia non ha mai parlato del mio star male, come se fosse una cosa di cui vergognarsi, perchè mi chiedevo si parlava di tutto lo star male degli altri mentre passava inosservato il mio. Mi viene in mente una delle mie sorelle farmi mille domande sul cosa avessi fatto per avere ancora vomito e tutti gli orpelli che il dolore portava con se, non si capacitava e sentivo che tutti in famiglia pensavano che fossi io la causa di questo star male. Sono cresciuta così, sempre con la testa che poco o tanto mi ha sempre fatto male tutti i giorni, anche se contavo solo quelli con il dolore forte, altrimenti non venivo creduta. Molti medici mi dicevano che era impossibile avere mal di testa ogni giorno, così piano piano ho iniziato a pensarlo anch’io che fosse impossibile avere mal di testa ogni giorno. Mariella, una mia amichetta di infanzia che ancora sento, mi racconta che lei si ricorda bene il io star male sempre e ricorda anche le volte che mi portavano a casa da scuola per tanto stavo male. Dette ora queste parole sono come un unguento che cura tante ferite e mi fa bene sentirle, è come se mi prendessi cura di una bambina che è stata tanto ma tanto male ma che è riuscita lo stesso a farcela nonostante tutto. Qui l’autostima ha dei picchi vertiginosi . Ho quasi 64 anni, manca poco ormai e ho l’energia di una ragazzina diciottenne. Dimmi mo cara amica come faccio a ringraziare chi ha cambiato la mia vita in questo modo. Non posso e non potrò mai. Poi tu sai bene che erano anni e anni che non sognavo più, forse sognavo ma non lo ricordavo mai ciò che avevo sognato. Ebbene, ora sono tornati e sogno che sto lavorando sempre di corsa piena di energie. Poi una cosa molto ma molto bella, anche nei sogni mi sto prendendo cura di me e cerco in ogni modo di salvarmi. Poi ultima cosa, ho nel cuore un amore immenso per chi soffre di questa malattia, e vorrei che a lei (la cefalea) fosse data la giusta visibilità. Lotto per questo e alle volte mi prende lo sconforto. Non si può proprio che passi inosservato un dolore che accompagna una persona da quando nasce. No non si può. Grazie di cuore sempre. Vi voglio bene. Dimenticavo di dire che la mia cefalea a grappolo si è spenta dal due aprile e nell’ultimo mese ho avuto 12 giorni di emicrania. Dite voi se posso essere più felice. Anch’io mi sento guarita!

Annalisa

Ragazzi e ragazze…. anche la fine di aprile e’ arrivata e desidero raccontare brevemente i risultati raggiunti sino ad ora.
Dieta inziata il 15 gennaio 2015; arrivata alla fine dei 3 mesi ho avuto la possibilita’ di scegliere se passare alla transizione oppure no.
Ho scelto di continuare con la dieta chetogenica ed ora mi trovo nella 16ma settimana, ovvero 4 mesi.
Mese di gennaio: quattro episodi di mal di testa per mancanza di zuccheri considerato l’inizio della dieta stessa;
mese di febbraio: due episodi di mal di testa (di tipo ormonale)
mese di marzo: un episodio di mal di testa (di tipo ormonale)
mese di aprile: un solo episodio di mal di testa (di tipo ormonale)
Triptani assunti: 5 in 4 mesi
Kg persi ad oggi: 7 kg
Sto ancora seguendo la profilassi con il laroxyl che a fine maggio andro’ piano piano a scalare….
Una volta la mia normalità era il buio, il letto, i triptani ed il morale a terra. Oggi posso dire di essere felice di non dover più buttare giù’ triptani come fossero caramelle e considero la mia una “nuova vita”, finalmente libera di programmare una vacanza oppure un’uscita senza il terrore di dover rinunciare all’ultimo momento.. Grazie a tutte le mie specialissime amiche Cheto perche’ senza il loro sostegno, l’ho scritto svariate volte, probabilmente mi sarei arresa.
Vi voglio un mondo di bene.