FAQ 1: Cos’è la dieta chetogenica?

Che cos’è la dieta chetogenica?
La dieta chetogenica è una speciale dieta a basso contenuto di carboidrati, normoproteica e ipo, normo o iperlipidica a seconda delle esigenze del paziente.
E’ prescritta da un medico e controllata accuratamente con analisi del sangue prima dell’inizio della dieta e ad ogni trimestre.
-Il nome chetogenica significa che produce nel fegato i chetoni (cheto= chetoni, genica= produttrice).
Dopo circa tre giorni dall’inizio della diminuita assunzione di carboidrati, le riserve di glucosio diminuiscono sino a diventare inefficienti per la fornitura di energia al cervello.
Siamo arrivati al punto centrale della questione dove possiamo capire cosa succede nel nostro corpo al momento della chetogenesi: il cervello è ora sprovvisto di quel carburante a cui era abituato (il glucosio) e non può usare il grasso come fonte di energia. E’ così che l’organismo inizia a produrre corpi chetonici a partire dagli acidi grassi e si avrà dunque il passaggio verso l’utilizzo di una fonte di energia alternativa che, come vedremo in seguito, è più efficiente nel tessuto cerebrale, e meno costosa dal punto di vista metabolico. Eccola qui la nostra nuova fonte di energia:
I corpi chetonici sono tre e si producono nel fegato:
1) Acetoacetato
2) Acido beta-idrossibutirrico
3) Acetone
E’ proprio l’accumulo di questi tre componenti che causa la chetonemia ( presenza di chetoni nel sangue) e la chetonuria (presenza di chetoni nelle urine) tipica del soggetto che sta seguendo in maniera corretta la dieta chetogenica.
Tra gli effetti dei corpi chetonici troviamo, inoltre, dei fattori (oltre a quelli terapeutici neurologici ) che potrebbero aumentarne la compliance e, per così dire, invogliare chi fosse sempre alla ricerca di nuovi metodi per dimagrire ed essere più in forma:
1) Riduzione dell’appetito a causa del maggiore effetto di sazietà delle proteine, con effetti sul controllo degli ormoni che agiscono sulla sazietà e ad una possibile azione diretta dei corpi chetonici con effetto di soppressione dell’appetito. Tutto ciò risulta essere molto utile se si segue una dieta chetogenica a scopi dimagranti.
2) Riduzione della lipogenesi e aumento della lipolisi. Quindi mobilizzazione e consumo dei grassi corporei e conseguente effetto “liposuzione”.
La dieta chetogenica è caratterizzata da principi fondamentali che le permettono di non creare scompensi organici:
1) E’ ipoglucidica: i carboidrati devono diminuire sino a circa 30-50 grammi al giorno. Questo perché, come abbiamo visto precedentemente, è necessaria l’induzione della chetosi affinchè si ottengano i risultati voluti, sia terapeutici, sia dimagranti. Tuttavia, una certa aliquota di carboidrati dev’esser sempre presente nell’alimentazione per consentire all’organismo di far funzionare tutte le vie metaboliche glucosio-dipendenti che non possono esser soddisfatte esclusivamente dalla gluconeogenesi (formazione di glucosio che avviene nell’organismo a partire dalle proteine o dal glicerolo).
2) E’ normoproteica (o, in certi casi, ipoproteica): eccoci arrivati al secondo punto nodale che spesso scoraggia chi si voglia avvicinare alla dieta chetogenica. La quantità di proteine introdotte con questa dieta è normale, non si tratta dunque di una dieta “iperproteica” che, come dicono in molti, potrebbe affaticare i reni.
Studi condotti su modelli animali hanno addirittura dimostrato che la chetogenesi possa prevenire l’insufficienza renale e rendere reversibile un danno tissutale.
3) L’apporto lipidico è variabile a seconda del risultato che si voglia ottenere: Classicamente, quella chetogenica viene definita una dieta iperlipidica, prevedendo un apporto di grassi variabile tra il 50 e l’80% in peso dei nutrienti ingeriti. Tuttavia, dato che la chetogenesi fisiologicamente viene indotta dal digiuno, anche una dieta povera in grassi (oltre che in carboidrati) può indurre la chetosi ed essere pertanto definita chetogenica. È questo, ad esempio il caso delle cosiddette diete a bassissimo contenuto di calorie (very low calorie diet, VLCD), in cui l’apporto nutrizionale è ipoglucidico (30-50 gr die), normoproteico (0,7-.1,2 gr/Kg die) e ipolipidico (10-15 gr die). Tali diete hanno riscontrato sempre maggior diffusione di recente sia per la velocità con cui garantiscono la perdita di massa grassa alle persone sovrappeso, sia per la loro capacità di agire positivamente sui paramentri della sindrome metabolica (ipertensione, dislipidemia, resistenza insulinica). Tuttavia, anche le tradizionali diete chetogeniche iperlipidiche non sembrano determinare scompensi metabolici, in particolare al metabolismo lipidico, perché tutto il grasso che viene ingerito viene utilizzato nella produzione di energia in un organismo in cui la via lipolitica (utilizzo del grasso) è molto attiva, mentre la lipogenesi (creazione e deposito di grasso) è inibita.