ESPERIENZE PERSONALI.

 

Eccoci qua: la prima storia che mi è pervenuta riguarda una persona che segue la dieta a causa di una CEFALEA A GRAPPOLO CRONICA.

GW mi scrive:
Vademecum della Dieta Chetogenica: consigli utili per sopravvivere.

Come già spiegato ampliamente in questo blog, la dieta chetogenica ha diversi effetti benefici sul nostro organismo. Si parte dalla semplice perdita di peso (massa grassa, non liquidi!), per poi arrivare ad un migliore controllo e una migliore gestione di patologie croniche, in molti casi invalidanti (i.e.: epilessia, emicrania, diabete ecc…). Questo tipo di terapia alimentare, però, ha un suo piccolo lato negativo: è un impegno pazzesco da gestire (almeno per chi è alle prime armi).

Di seguito alcuni (si spera) utili consigli per imparare a conviverci al meglio.

1) Impara le regole.
Questo vale un po’ per tutte le diete in realtà. Considerarla una condanna non aiuta mai, prendila più come un gioco nuovo. Ha le sue regole e i suoi meccanismi da scoprire. Impararli, magari facendoseli spiegare da chi più esperto o dal proprio nutrizionista, renderà le cose molto più facili e gestibili.

2)Non dimenticare il gusto.
Spesso mi sono detto che con questo tipo di alimentazione il problema non è la fame, ma la voglia. Per le prime due settimane il momento più lieto della giornata erano i 30 gr di frutta secca a metà pomeriggio. Neanche il piattino del bar. Che tristezza. Andando avanti ho imparato a modificare la dieta in funzione dei miei gusti, e non il contrario, e le cose vanno molto meglio.
Non ci vuole troppo alla fine, provare per credere.

3)Qualche soddisfazione ogni tanto.
Questa parte è diretta conseguenza delle prime due. Mangiare sempre le stesse cose, preparate allo stesso modo, alla lunga logora. Lo sa chiunque. E, prima o poi, arriva il momento in cui quel venticello profumato del forno sotto casa inizia a tentare più del dovuto. Ma una bella tagliata ai funghi no? Una bistecchina alta appena tre dita non ci piace? Esistono tante steakhouse, forza. Esci e sfogati. Ora!

4)L’organizzazione è tutto.
Esci di casa di corsa, hai dimenticato lo spuntino e dovrai stare fuori fino a cena. Verso le 7 la fame prende, è fisiologico, e il solito venticello del forno sotto casa diventa sempre più invitante (in realtà il bastardo ha delle macchine del vento stile cinema, fuori dal negozio): questo è uno scenario che non deve mai verificarsi. Prepara tutto prima e non rimarrai fregato. Magari chiedi aiuto a chi condivide la casa con te. Mamma, moglie, figlio di tre anni. Non è difficile preparare il bibitone, su’!!

5) Non vergognarsi mai.
Lo cantava anche Lucio Dalla. Il segreto è tutto lì in fondo. Una cena tra amici, un pomeriggio a contatto stretto con altre persone… Ci vuole poco a sgarrare. Maledetto conformismo… metti da subito le cose in chiaro, spiega cosa stai facendo e perché: risolverai tutti i problemi presenti e futuri. Che tu lo stia facendo per il peso, o per eventuali problemi di salute, è una cosa che fai per te. Se ti dicono qualcosa in contrario fagli una pernacchia da parte mia. Tiè.

6)Tieni a mente l’obiettivo.
Come detto prima, che il fine sia la perdita di peso o il controllo di una patologia (ormai lo prendo come dato assodato che aiuta, non accetto repliche!), stai facendo questa terapia per te, per migliorarti e per risolvere un problema con cui probabilmente convivi da tempo. Quando ti trovi davanti al solito forno, pensa a quello che vuoi e a quello che manderesti all’aria e fai la scelta giusta (e già che ci sei bucagli una gomma. E’ un bastardo tentatore, se lo merita!)

7)La fame non esiste.
Se esordissi dicendoti: “Non pensare agli elefanti” e ti chiedessi di disegnare un naso, molto probabilmente disegneresti una proboscide. Siamo fatti così purtroppo. Quando un’idea ci entra in testa non esce più. Ma ho una buona notizia per te: l’apporto di nutrienti presente in questa terapia dovrebbe praticamente azzerare il senso di fame. Quindi, a livello fisiologico non dovresti avere alcun problema (sono abbastanza sicuro che ci sia gente più preparata per spiegare la cosa). Purtroppo associamo dieta e fame con la stessa facilità con cui associamo culturista e steroidi, ma il nesso non è così corretto. Quando passi davanti al solito forno (cambiare strada no?), e senti quella dolce sensazione alla bocca dello stomaco, quella si chiama “voglia”, non fame. Ignorala, non serve rimuginarci sopra. E se avessi dei dubbi, sappi che è cosi. Perché l’ho detto io. Punto.

8) Qualche regola ci vuole in fondo.
Finora ho inneggiato alla libertà e alla fantasia come un punk con cane annesso, ma è giunto il tempo di fare uno shampoo antipulci a entrambi e fare i conti con la realtà. Qualche regola serve. Non si deve dimenticare che la dieta chetogenica è una terapia alimentare con diversi effetti sull’organismo. Quindi: no all’automedicazione e non fare di testa tua se non sei abbastanza sicuro e preparato. O sicuro di essere preparato. O preparatamente sicuro. O…. vabbè, ci siamo capiti insomma. Esistono professionisti per questo. Uno mica può saper fare tutto!

In conclusione, spero veramente che queste piccole regole, per quanto banali, ti siano utili. Per il resto, in bocca al lupo!

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