LA DIETA CHETOGENICA E’ PERICOLOSA?

cropped-wpid-16719842-word-cloud-astratto-per-la-dieta-chetogenica-con-tag-correlati-e-termini.jpegQUESTO ARTICOLO MI è STATO INVIATO DA UNA PERSONA CHE SEGUE LA DIETA CHETOGENICA E VUOLE RACCONTARE, AD UN ANNO DALL’INIZIO, LA SUA SITUAZIONE. Lo pubblico tra gli articoli perchè GW è un nostro affezionato lettore e scrittore ( vedi introduzione sulla sezione “esperienze personali”) ed ogni suo post è uno spaccato della vita di noi chetogenici.
Buona Lettura a tutti!

La settimana scorsa mi sono ritrovato a cena con alcuni amici del liceo e la prof di chimica dei tempi. Cena che si è rivelata non poco ostica, essendo al giapponese. ma ingegnandosi si risolve tutto. In effetti basta uno slalom tra le portate, un mezzo carpiato per evitare il riso e tra sashimi e pollo ne esce un pasto decente. più o meno. E poi il salmone fa bene, lo sappiamo tutti, sono grassi buoni. Giustamente i commensali hanno notato le mie ordinazioni “buffe” e ci siamo ritrovati a parlarne. Dopo qualche battuta è subentrata la suddetta prof che, essendo la più qualificata nel campo, si è sentita in dovere di ricordarmi che : “Non si può fare la chetogenica a vita”. Chissà perché alla gente piace così tanto ricordarmi cosa posso e non posso fare… Basterebbe una parola a smontare la tesi della prof: Esquimesi. Tra cuccioli di foca e grasso di balena, praticamente, vivono in chetogenica. Ma ho voluto approfondire il discorso. A modo mio, ovviamente. E vi giro la domanda: la chetogenica è pericolosa?
Il 27 novembre ho compiuto 13 mesi di dieta. Due mesi prima fatte le ultime analisi che accertano che il mio fegato e i miei reni sono più che funzionali. Colesterolo basso. Trigliceridi nella norma. Fatto il pacchetto completo e risulto un perfetto venticinquenne in salute. Il che è un bene, visto che ho ventisei anni. Non avverto carenze di energia. non mi sono mai sentito così bene, ad essere esatti. Potremmo dire che, almeno sul breve termine, non è pericolosa. Potremmo citare tutta una serie di studi che asserisce che sia utile nella gestione di varie patologie. Potremmo intavolare discussioni, scontri verbali, scontri a fuoco… ma sono troppo pigro per farlo. E sono sicuro che ci siano altri più preparati di me in questo. Quindi voglio vedere l’altro lato della medaglia: la convivenza con la dieta. Una volta avevo determinate certezze: due attacchi quotidiani col Grappolo (da ora in poi nota come: “Lagrandebestianerachemannaggiaachil’hainventata”), un fisico da sollevatore di polemiche e la netta convinzione che la bilancia avrebbe continuato, vita naturaldurante, a rispondermi: “prego salire uno per volta”. A furia di fiale mi ero rassegnato ad avere la pancia che sembra un puntaspilli di “ALESSI”, nonché una certa serie di pasticche quotidiane e saltuarie per gestire “Lagrandebestianerachemannaggiaachil’hainventata”. con una certa serie di effetti collaterali non meglio identificati. Nel senso che non ho voglia di identificarli tutti. Certezze non molto edificanti, in effetti, ma per alcuni meglio una brutta certezza… Dopo più di un anno da quando ho iniziato la dieta sono cambiata diverse cose. Ho perso quelle allegre certezze di cui prima.
“Lagrandebestianerachemannaggiaachil’hainventata” è diventata piuttosto: “lafastidiosainquilinadelpianodisoprachecamminacoitacchiedisturbaalletredinottemanulladipiù”, il peso si aggira intorno ai 90 kg scarsi e il fisico… vabbè, quello è un work in progress al momento. Le pasticche sono praticamente un ricordo lontano e posso assicurarvi che solo quando le abbandoni capisci che effetto avevano su di te. E adesso ho un bel pancino liscio e senza buchi, che son soddisfazioni. Insomma, sono piombato nell’incertezza più totale. La chetogenica, nel mio caso, per la mia esperienza, non è pericolosa. Piuttosto è destabilizzante. Decisamente destabilizzante. Ma ho guadagnato qualcosa in tutto questo. Ho scoperto che in qualche modo,combattendo giorno per giorno, facendo lo slalom tra i crostini per arrivare al tagliere degli affettati, controllandomi, posso vincere. O avere una parvenza di vittoria, sono ancora indeciso. Sicuramente cambiare totalmente il proprio regime alimentare è più complicato di ingoiare qualche pasticca. E magari, se i risultati non sono immediati, la voglia di mollare tutto e tornare sul caro amico Isoptin si fa sentire. Rimane però buffo come diversi problemi, non correlati tra loro, possano avere una soluzione comune. Qualcuno in vena di misticismo potrebbe invocare disegni sconosciuti e forze ignote. Io lo chiamo solo culo. Direttamente da Nizza. E devo dirvi un’ultima cosa:

AMO L’INCERTEZZA! 😛

my 2c

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